PER QUALE MOTIVO SONO SCESE IN PIAZZA TUTTE QUELLE SARDINE?

Grande clamore mediatico per le presunte 40mila persone il 19 gennaio in piazza a Bologna.

Secondo voi, ammesso che i numeri siano veramente questi, perché sono accorsi tanti giovani e studenti a quell’evento?

Per sentire parlare il Gran Sardino che lodava Bonaccini e il PD o per ascoltarsi gratis il concerto degli Afterhours, dei Marlene Kuntz, Subsonica, Marracash, JoyCut, Skiantos, Modena City Ramblers, Willie Peyote, Rumba de Bodas e tanti altri?

Considerando quanto costi un concerto dal vivo di uno solo di questi gruppi, e qui stiamo parlando di complessi musicali tra i più ascoltati in Italia messi insieme uno dopo l’altro sul palco, non ci vuole molto a darsi una risposta.

Ma a sinistra sono fatti così, come insegna l’ufficio marketing dei Sindacati durante le celebrazioni del 1° Maggio di ogni anno: richiamare i gruppi musicali più noti tra i giovani e poi far passare il messaggio che la folla è lì “per solidarietà e sostegno ai sindacati”, mentre i partecipanti volevano solo gustarsi una maratona musicale senza sborsare un solo centesimo…

Oggi ripropongono lo stesso modello per estorcere furbescamente voti in favore di Bonaccini, perché a sinistra lo schema è sempre quello!

ANTISIONISMO=ANTISEMITISMO: LA NUOVA CROCIATA DEL POLITICAMENTE CORRETTO

Il “sovranismo” è tacciato da tutto il mondo che conta come qualcosa di orribile e ripugnante.

Anzi viene ormai apertamente definito un termine equivalente del fascismo, del razzismo, della xenofobia e pure del nazismo.

Ma solo se concerne qualcuno degli Stati d’Europa, che in nome dell’unico potere delegato a Bruxelles deve spogliare ogni altro Paese dentro l’UE di qualsiasi parvenza di sovranità nazionale.

C’è solo un’eccezione a tale riguardo che viene tollerata, ed è Israele. Lì il sovranismo è dottrina di Stato e chiunque s’azzardi a metterlo in discussione – persino in Europa – viene tacciato senza mezzi termini d’antisemitismo.

Accusa che c’entra come i cavoli a merenda perché “semiti” sono anche le altre popolazioni arabe, cioè i palestinesi, gli egiziani, i sauditi, gli iracheni, i siriani, i libenesi, i giordani, gli yemeniti etc.

Quindi voler far passare una critica o discussione riguardante il sionismo, che è una prerogativa ideologico-istituzionale per i soli ebrei, come la medesima cosa dell'”antisemitismo” è una contraddizione in termini. Anzi è un falso storico vero e proprio.

Ma ormai per i soloni del politicamente corretto, sia pure di destra e in taluni casi conclamati “sovranisti” e/o conservatori, diventa uno psicoreato e un crimine da perseguire penalmente anche un banale ragionamento logico.

Mala tempora currunt!

UN MOVIMENTO DI CONTESTAZIONE A FAVORE DELL’ORDINE COSTITUITO

Da un po’ di tempo, cioè dall’inizio della campagna per le regionali in Emilia Romagna, ha fatto irruzione su tutte le tv un personaggio mai visto prima.

È l’autonomitato “leader delle sardine”, che da quel momento ha iniziato una girandola di ospitate in tutti i maggiori programmi della televisione pubblica e privata come raramente si era visto prima.

Perché in effetti le cosiddette “sardine” rappresentano davvero una novità: sono infatti un simulacro di movimento che, con una scenografia che rievoca vagamente degli studenti contestatori, si pone in totale sostegno del potere costituito incarnato dal PD.

Un’inversione a 180° dell’iconografia movimentista come l’abbiamo conosciuta sinora, che non a caso viene lanciata nella città-laboratorio di Bologna governata da sempre dal PCI-PD.

Il loro solo e unico messaggio? Sostenere e puntellare in ogni modo chi comanda, e riuscire a farlo senza portare un solo argomento a suo favore.

Una specie di gioco di prestigio comunicativo celebrato ogni sera davanti a milioni di telespettatori.

A tutto il resto penseranno poi i sodali che gestiscono la disinformazione pubblica e i maggiori talk show televisivi!

I PROFETI DEL “IO SO’ IO, E VOI NON SIETE UN CAZZO!”

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Predicano l’accoglienza incondizionata per ogni “migrante” che approdi in Italia da ogni angolo del mondo, e guai a chi si azzarda di fiatare.

Ovviamente, ça va sans dire, tutto a spese degli altri.

Ma guai a toccare loro, che non ospitano in casa propria nessuno di questi disperati neanche a morire.

Qualche tempo fa, ai militari della Guardia di Finanza che iniziavano un’ispezione fiscale nell’azienda elettronica di Gianfranco Librandi, un’aziendina da oltre 200 milioni di fatturato l’anno, il signor «accogliamo tutti» ha infatti spiegato che «io lavoro, non come voi che non fate un cazzo dalla mattina alla sera, pago le tasse e quindi anche il vostro stipendio».

Poi ha insultato chi comandava l’operazione («un leghista di merda»).

E, dopo essersi definito un «intoccabile», l’attuale «onorevole» di Italia Viva (ex Forza Italia, ex Popolo della Libertà, ex Unione Italiana, ex Scelta Civica, ex Civici e Innovatori, ex Partito Democratico) ha minacciato che uno dei militari coinvolti nella verifica non avrebbe più percepito la pensione.

Salutando i finanzieri che facevano il loro controllo contabile con un definitivo: «Siete morti! Chiamo il prefetto e vi faccio sbattere fuori!»

Insomma una riproposizione attuale del sempre verde motto del Marchese del Grillo: «Mi dispiace: ma io so’ io, e voi non siete un cazzo!», chiosava il nobile minacciando il povero gendarme: «Hai visto? E mo’ so’ cazzi tuoi…».

Perché loro sono democratici, veri democratici, anzi di più!

IL SULTANO NEO-OTTOMANO PIAZZA I SUOI COMBATTENTI A POCHE MIGLIA DALL’ITALIA

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Qualche settimana fa molti salutavano con gioia l’assassinio del generale iraniano Soliemani, una delle punte di lancia contro i tagliagole jihadisti che hanno devastato la Siria per 10 lunghi anni.

Oggi però, con notevole faccia di bronzo, glissano elegantemente sul fatto che il sultano neo-ottomano Erdoğan abbia inviato più di 2mila uomini, reclutati dai turchi fra i ribelli anti Assad, sul fronte libico che appoggia l’uomo di paglia Fayez al-Serray.

Non è un caso che ieri, al parlamento europeo, il re di Giordania Abdullah II si sia chiesto: «Che cosa succede se la Libia crolla in una guerra globale e diventa la nuova Siria, ma molto più vicina al continente che voi chiamate casa?».

I difensori di Tripoli contano sull’aiuto militare turco, che infatti ha già inviato 35 consiglieri militari promettendo un contingente di 5mila uomini.

«Se gli attacchi di Haftar continueranno, la Turchia non si risparmierà dal dargli una lezione» ha minacciato il presidente Erdoğan.

Nel frattempo i turchi, piazzandosi così a poche miglia dalle coste italiane, hanno inviato in Libia i loro giannizzeri siriani.

Tutti reclutati nel cosiddetto Jaish al-Watani (esercito nazionale) messo in piedi dal MIT, l’intelligence turca, per combattere in Siria soprattutto i curdi.

L’«esercito» è un cartello di gruppi di stampo jihadista, come la divisione Sultan Murad, la brigata Mutassim, la divisione Hamza, al-Jabha al-Shamiyyah, Aylaq al-Sham e Suqour al-Sham.

Ai siriani verrebbero pagati 1500 dollari al mese e garantita la cittadinanza turca alla fine dell’avventura. I cannibali jihadisti spediti in Libia sono inquadrati nell’unità Omar al-Mukhtar, l’eroe libico impiccato dagli italiani nel 1931.

Un’operazione, questa, fortemente avallata dai Fratelli Musulmani che appoggiano e influenzano il governo di al-Serraj con l’obiettivo di mettere le mani sulla Libia.

Ma tanti, troppi furbacchioni del giornalismo e della politica nostrana – anche tra i cosiddetti «sovranisti» – girano la testa dall’altra parte, facendosi così docile strumento di coloro che prosperano da sempre sul caos…

SINTESI POLITICA ESTERA DEL GOVERNO M5S-PD

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Un piccolo promemoria della politica estera italiana nel Vicino e Medio Oriente rappresentata dal governo giallo-fucsia.

Forse è un po’ troppo schematico, ma rende bene l’idea delle forze in campo!

GIGINO DI MAIO E LA POLITICA ESTERA ITALIANA CHE NON ESISTE

Non che prima andasse meglio, per carità, ma il fatto che il governo giallo-fucsia esprima come ministro degli Esteri una nullità come Gigino Di Maio è la certificazione più sicura che all’Italia è fatto esplicito divieto avere una propria politica estera. Anche minima.

E tutti i dossier aperti, dalla Libia all’Iran etc. sono lì a dimostrarlo. Piazzare un Di Maio in quel ruolo equivale a condannarsi all’impotenza completa, che è appunto la condizione dell’Italia all’interno dell’Unione Europea.

Non è difficile da capire, ma essendo l’esecutivo Conte composto da figure più o meno del medesimo spessore la differenza si fa meno percepibile.

Perché “l’avvocato del popolo” è in realtà l’avvocato e una figura di garanzia della Casta al potere, e come tale viene sostenuto e appoggiato per svolgere quel ruolo in accordo con gli eurocrati di Bruxelles.