BEPPE GRILLO E IL M5S: SI DIVENTA SEMPRE CIO’ CHE SI E’

L’irresistibile ascesa del M5S si è basata, fino al suo approdo nelle stanze governative, sull’opposizione a parole contro tutto ciò che rappresentavano il PD e Berlusconi.

Poi, una volta messo in piedi il governo insieme alla Lega, ha visto dopo un anno più che dimezzarsi il suo bacino elettorale.

Ora Beppe Grillo, a seguito di un vertice nella sua villa a Marina di Bibbona (Livorno) con Roberto Fico, Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio e Davide Casaleggio, ha dato l’ok a un governo PD-M5S, sponsorizzato nientemeno che da Renzi e Prodi.

Anche perché, se vi fossero a breve elezioni, il rischio per i pentastellati sarebbe quello di ridursi ai minimi termini.

Quindi avanti così a un accordo con quelli che, a parole, rappresentavano fino a ieri una sorta di “nemico esistenziale”.

Perché come diceva uno che conosceva bene l’animo umano, si diventa sempre ciò che si è.

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I DOLORI DEL GIOVANE GOZI…

Trovandosi al centro di una tempesta diplomatico-istituzionale che non ha precedenti storici quanto a maramalderia, Sandro Gozi ha pensato bene di sottrarsi a ogni critica lanciando accuse di “squadrismo fascista” nei confronti di tutti coloro che gli chiedevano conto delle sue azioni.

E così, con un colpo da furbastro, tentando di sottrarsi a ogni addebito verso il suo spregiudicato modus operandi. Insomma, un classico dello stile radicalchic.

È bene invece ricordare Gozi anche così, quando era tesserato al Fronte della Gioventù di Cesena e vegliava sull’allora segretario del MSI, Giorgio Almirante.

E con i suoi sodali si divertiva intonando i principali motivi del Ventennio. Cosa per la quale oggi chiede invece processi e gogne mediatiche.

Da allora il camerata Gozi ne ha fatte di giravolte…

EUGENIO SCALFARI INSIGNITO DALLE MEDAGLIE DI MUSSOLINI

Eugenio Scalfari, fondatore de “la Repubblica”, quotidiano di punta del Gruppo De Benedetti (GEDI), è terrorizzato dall’incombente ombra del fascismo mussoliniano sul nostro presente.

Lo vede risorgere ovunque e ogni domenica martirizza i lettori del suo giornale con lunghissime omelie.

Lui però, ma questo dimentica sempre di ricordarlo ai suoi affezionati peones, Mussolini l’ha incontrato davvero, che gli ha persino apposto una medaglia sul petto per il suo zelo di giovane e ardente fascista.

Poi però, crollato il regime sotto le bombe anglo-americane, Eugenio ha pensato che forse era il caso di saltare velocemente sul carro dei vincitori e fare dimenticare quanto prima il suo passato…

FRANCESCO E’ “MOLTO PREOCCUPATO DAL SOVRANISMO”

Ciccio l’argentino, il fine politologo-pampero che dal marzo 2013 bivacca sul Soglio di Pietro, è “molto preoccupato” perché sente “discorsi che assomigliano a quelli di Hitler nel 1934. ‘Prima noi. Noi… noi…’. Sono parole che mi fanno paura. Il sovranismo è chiusura… che finisce sempre male: porta alle guerre”.

Vorrebbe invece sentir dire “Prima loro!”, che in soldoni significa che se hai appena quanto basta per sfamare i tuoi figli nell’alternativa dovresti invece negargli il cibo per darlo ai bambini di gente che viene da ogni parte del mondo e lasciar così morire di fame i tuoi.

Ecco il succo dell’insegnamento “cristiano” di questo manigoldo vestito di bianco che ripete la stessa tiritera fin dal primo giorno in cui ha posato le sue grosse terga in Vaticano.

IL NUOVO “SEGREGAZIONISMO” VOLUTO DAGLI AFROAMERICANI

Quale accademico o personaggio mediatico avrebbero oggi il coraggio di dichiarare pubblicamente che le razze esistono?

Non quelle dei cani, che è un dato pacifico e assodato per tutti, ma proprio degli esseri umani.

Nessuno, ovviamente, pena il rischio concreto di venire messi alla gogna e poi cacciati dal posto di lavoro.

Ma come succede per tutte le ideologie, capita che a volte la realtà irrompa in forme inaspettate.

per esempio in alcune importanti università degli Stati Uniti (Princeton, Harvard, Berkeley, Yale, ecc.), dove varie associazioni di studenti afroamericani vogliono avere nei campus degli spazi e dei punti di ritrovo separati e distinti da tutti gli altri.

Una sorta di “segregazionismo” legale nei College dove si forma la classe dirigente globale.

Pensate se una cosa del genere fosse stata richiesta da studenti bianchi quale putiferio mediatico (e non solo) sarebbe esploso!

Ma provenendo da “altri” ambienti, nessuno scandalo mediatico. Intanto però si accende un campanello d’allarme.

Perché alla stregua del femminismo che ha avuto l’esito concreto di allontanare i sessi tra loro invece di avvicinarli e diminuirne la conflittualità, c’è il forte rischio che l’antirazzismo così concepito contribuirà ad acuire delle tensioni che si vorrebbero sparite per decreto Legge.

L’assurdità di questa storia è che sono gli stessi antirazzisti progressisti della left americana che richiedono oggi a gran voce ciò che un tempo auspicavano in America, in Sudafrica e ovunque, i cantori della diseguaglianza degli uomini in base al colore della pelle.

Insomma la morale è sempre la stessa: Il razzismo dell’antirazzismo è pari solo all’antifascismo in assenza di fascismo.

IL RAZZISMO FOMENTATO OGNI GIORNO DAL POLITICAMENTE CORRETTO…

Sono anni che lavorano ogni giorno per fomentare razzismo che poi, con grande abilità, riversano su chiunque venga individuato di volta in volta come il nemico politico di turno.

In termini psicanalitici, che fa molto fico tra i radicalchic, si chiama “proiezione”.

Provate a immaginarvi, di fronte alla quantità di crimini cagionati da persone diversamente colorate, quale scandalo sarebbe scoppiato se un altro quotidiano avesse osato titolare: “USA, le stragi dell’uomo ne*ro”.

Una levata di scudi generale con immediate prese di posizioni delle massime istituzioni e del Vaticano, condanne gridate dal circo mediatico al gran completo, intervento fulmineo della magistratura e sanzioni da parte dell’Ordine dei Giornalisti.

Ma siccome si tratta solo dell'”uomo bianco”, colpevole per definizione, che volete che importi!

Ecco il politicamente corretto, vero cancro che affligge la nostra epoca, spiegato in un titolo…

IL POTERE DEI MEDIA DI CREARE “STATI EMOTIVI” E LA FRANCIA DI MONSIEUR MACRON

Pensate al potere suggestivo dei media di creare “stati emotivi” e disporre a proprio piacimento della memoria collettiva degli spettatori: in Francia c’è stata la più grande contestazione del potere costituito che si sia mai vista in un Paese europeo e occidentale negli ultimi decenni, con circa 9 mesi di manifestazioni continue dei Gilet Gialli in tutte le piazze francesi, a partire da Parigi, e una violentissima repressione da parte della polizia di Macron.

Bene, non solo nessun altro Stato “democratico” si è indignato di questo comportamento delle autorità d’Oltralpe e gli ha chiesto ragioni delle violenze esercitate sui propri cittadini, ma al suo presidente non è mai neppure passato per l’anticamera del cervello di dimettersi.

Ma non basta ancora: ora Macron finge che non sia successo nulla e si permette addirittura di fare lezioni di morale agli altri Paesi su dossier come immigrazione, democrazia interna, gestione dell’ordine pubblico e fratellanza tra i popoli.

E, ciliegina sulla torta, facendo anche campagna acquisti di portaborse governativi “democratici” assunti in leasing da altri Stati vicini.

Se non siamo al colmo della presa in giro e dello sberleffo generalizzato, tra l’altro in un’area del mondo che si crede la più colta e civilizzata, ditemi che altro serve ancora.